Freshness Indicator

Indicatore di freschezza

Device integrated into the packaging that monitors the state of conservation of a food in real time, detecting chemical or microbiological changes that indicate possible deterioration.
It works by reacting to volatile compounds, gases or other signals associated with the loss of freshness, offering a visual or instrumental assessment of the quality of the product.
The different types are distinguished based on the operating principle, substances detected (such as oxygen, carbon dioxide, pH), reading mode and degree of integration with the packaging.
Among the main ones:
  • Oxygen sensor: used in vacuum or MAP packaging, it detects the residual presence of oxygen through sensitive materials (e.g. zirconium oxide or electrochemical cells).
  • pH indicator: measures the acidity of the product to identify the production of CO₂, a typical sign of microbial deterioration.
  • Carbon dioxide detector: electronic device that monitors CO₂ levels in storage environments, useful for fresh and refrigerated foods.
  • Time-temperature CO₂ indicator: detects the accumulation of CO₂ based on prolonged exposure, evaluating correct conservation over time.
  • Respiration rate monitor: measures the CO₂ naturally produced by fruit and vegetables to evaluate the state of ripeness and freshness.
  • Optical sensor: integrated into the packaging, uses fluorescent dyes to detect variations in CO₂ in a non-invasive way, without opening the package.
Dispositivo integrato nell’imballaggio che monitora in tempo reale lo stato di conservazione di un alimento, rilevando cambiamenti chimici o microbiologici che indicano un possibile deterioramento. Agisce reagendo a composti volatili, gas o altri segnali associati alla perdita di freschezza, offrendo una valutazione visiva o strumentale della qualità del prodotto.
Le diverse tipologie si distinguono in base a principio di funzionamento, sostanze rilevate (come ossigeno, anidride carbonica, pH), modalità di lettura e grado di integrazione con l’imballaggio.
Tra le principali:
  • Sensore di ossigeno: impiegato in confezionamento sottovuoto o MAP, rileva la presenza residua di ossigeno tramite materiali sensibili (es. ossido di zirconio o celle elettrochimiche).
  • Indicatore di pH: misura l’acidità del prodotto per individuare la produzione di CO₂, segnale tipico del deterioramento microbico.
  • Rilevatore di anidride carbonica: dispositivo elettronico che monitora i livelli di CO₂ in ambienti di conservazione, utile per alimenti freschi e refrigerati.
  • Indicatore CO₂ tempo-temperatura: rileva l’accumulo di CO₂ in funzione dell’esposizione prolungata, valutando la corretta conservazione nel tempo.
  • Monitor del tasso di respirazione: misura la CO₂ prodotta naturalmente da frutta e verdura per valutare lo stato di maturazione e freschezza.
  • Sensore ottico: integrato nell’imballaggio, utilizza coloranti fluorescenti per rilevare variazioni di CO₂ in modo non invasivo, senza aprire la confezione.